Ti ho incontrato li, in quel posto cosi insolito: corridoio bianco, tutto chiuso, vestiti alla rinfusa, noi due. Tu un gigante, io un nanetto, tu il cielo,io una piccola formica.
E i tuoi occhi, dolci, troppo espressivi, troppo familiari per ignorarli.
Mi ci perdo infintamente, come ogni volta, e in preda a puro istinto mi sollevo sulle punte come se cercassi di prendere quelle soffici nuvole di panna montata, e ti bacio, dolcemente, una guancia. Era morbida, un po' ispida, ma soprattutto tanto, tanto, calda. E io ero una statua di ghiaccio. Mi sono sciolta in un tuo abbraccio rassicurante e sentivo quel calore riscaldarmi dentro, avvolgermi, e il mio desiderio ardeva, bruciava, sentivo il tuo fuoco contro la mia pelle ghiacciata.
Non avevo mai provato un esperienza simile, abbandonata all istinto, i sensi annebbiati.
E in quel momento ho capito cosa ci trova Edward di tanto magnifico in Bella, ho inebriato il cervello col suo profumo, ho sentito la vita scorrergli dentro. Ho compreso perchè sia cosi difficile per Bella rifiutare Jacob, con quel suo corpo caldo e potente.
In quel frammento di vita non esisteva più un passato, e non sarebbe esistito un futuro, non c erano altre storie e altri amori, non c erano vittorie e sconfitte, c eravamo solo noi due, stretti in un abbraccio, trasportati in un altra dimensione, in volo.
lunedì 22 dicembre 2008
Un abbraccio
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento